
Vogliamo costruire una vera alternativa al modello fallimentare della destra che governa questa Regione da trent’anni, di cui lo stato di abbandono della sanità pubblica è l’esempio più evidente. Per iniziare a costruire questa alternativa a ottobre del 2023 abbiamo radunato a Padova più di 50 movimenti civici di tutta la Regione e abbiamo invitato a partecipare anche tutte le forze politiche del campo progressista proponendo una cosa: di costruire insieme un progetto comune a partire dal rilancio della sanità pubblica, la tutela dell’ambiente, la lotta alle diseguaglianze sociali, il lavoro di qualità e un serio investimento su scuola e cultura.
Abbiamo dato seguito a questa proposta con un primo incontro a luglio, che si è tenuto a Padova, tra alcune delle forze di opposizione alla maggioranza di destra in Parlamento e in Consiglio regionale del Veneto. Ci siamo incontrati nuovamente a metà settembre, con l’obbiettivo di avere un tavolo permanente delle forze di alternativa e di ampliare il nostro progetto, per arrivare ad un lavoro sul territorio che ci porti ad ascoltare e coinvolgere le cittadine e i cittadini in questo progetto per costruire insieme un programma e per trovare un candidato alla carica di presidente che rappresenti tutta la nostra comunità.
Da dicembre abbiamo attivato un percorso di ascolto: un’assemblea larga, due incontri a Padova a febbraio e luglio, una decina di tappe in tutto il Veneto. Lì abbiamo discusso di quanto il civismo, soprattutto su scala regionale e in questo momento storico dove siamo chiamati ad affrontare temi enormi senza titubanze, abbia bisogno di un percorso comune con le forze politiche. Con quelle che non hanno avuto dubbi sulla necessità della pace, sulla condanna netta delle guerre e del riarmo, su un impegno concreto per l’ambiente e la conversione ecologica, sulla necessità di equità sociale
Per questo il Veneto che Vogliamo parteciperà alle elezioni regionali con Alleanza Verdi Sinistra, e continuerà a lavorare nei territori, a fare politica dal basso, a rafforzare la rete delle civiche progressiste costruita in questi cinque anni, dentro un orizzonte politico che riconosce e valorizza il civismo, non solo a parole ma nei fatti. Perché, se vogliamo affrontare al meglio questa fase che può cambiare davvero il Veneto, dobbiamo superare le vecchie logiche di una sinistra che si divide. Troppe volte ci soffermiamo su ciò che ci separa, dimenticando i tanti valori che ci uniscono.
Il nostro modo di far politica non cambierà, dentro e fuori dalle istituzioni, prima, dopo e durante la campagna elettorale. Con la convinzione che fare politica vuol dire costruire e attivare le comunità, costruire legami di fiducia che si curano ogni giorno.



