I ritardi nei lavori sulle case ATER nel rione Palestro sono inaccettabili. La Regione mantenga gli impegni presi con i residenti.

“La risposta della Giunta ricevuta oggi alla mia interrogazione sulle palazzine ATER del rione Palestro è del tutto insoddisfacente: non servono solo spiegazioni tecniche, qui il punto è politico. Non è accettabile che per una semplice bonifica da amianto ci vogliano anni: ci è stato detto che la fine lavori è prevista addirittura a gennaio 2026, quando ormai saranno passati quasi quattro anni da quando nel 2022 le famiglie sono state costrette a lasciare i loro alloggi e ancora oggi non sappiamo quando rientreranno. Una bonifica era ampiamente prevedibile e la Regione avrebbe dovuto programmare tempi certi. Così invece si costringono centinaia di persone a vivere nell’incertezza e nel degrado di un quartiere svuotato” è quanto dichiara Elena Ostanel, Consigliera regionale del Movimento civico Il Veneto che Vogliamo, a margine dei lavori d’Aula.

L’interrogazione, presentata a maggio, chiedeva chiarimenti su 10 palazzine svuotate nel 2022 in via Palestro e vie limitrofe, e sui tempi di ristrutturazione e assegnazione di altre palazzine vuote in via Lago Ascianghi e via Amba Aradam. Le persone sono state spostate con la promessa di rientrare, ma oggi sappiamo che molti non torneranno. Parliamo di anziani che hanno dovuto lasciare la loro casa, del tessuto sociale che si è spezzato, dei commercianti che faticano a stare in piedi perché il quartiere si è svuotato.

“La Giunta continua a glissare, parlando di delibere e piani tecnici, ma il nodo è politico: per quanto ancora si vuole continuare a svendere il patrimonio pubblico senza investire nel diritto alla casa? Sappiamo da anni che l’utilizzo del BIM era obbligatorio per i progetti sopra i 2 milioni. Perché arrivarci impreparati? È inaccettabile che le famiglie paghino la mancanza di programmazione con anni di attesa e con interi quartieri lasciati al degrado. Oggi i cittadini vedono solo erba alta, finestre rotte e palazzine abbandonate” prosegue la Consigliera.

“Non possiamo pensare che le alienazioni del patrimonio diventi la normalità, e soprattutto se si decide di vendere i proventi devono tornare interamente nel quartiere. Non è accettabile che un territorio che ha già pagato lo svuotamento e l’abbandono non veda nemmeno il ritorno delle risorse. Servono investimenti veri e subito. In Veneto ci sono 6.645 alloggi ATER vuoti. La Regione deve assumersi la responsabilità di un piano serio di investimenti, che parta dalle ristrutturazioni e garantisca tempi certi. Non lasceremo che la questione resti confinata in atti burocratici e cronoprogrammi che non si realizzano mai. Continuerò a portare la voce dei cittadini in Consiglio regionale, perché queste famiglie hanno diritto a una risposta, e Padova ha diritto a quartieri vivi, non a intere zone svuotate” conclude Ostanel.

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