Sulla mappatura dei nei Lanzarin riferisca urgentemente: presentata interrogazione in Commissione sanità.

“Sulla mappatura dei nei che esce dai LEA non ci bastano gli scambi a mezzo stampa, chiediamo all’Assessora Lanzarin di riferire in Commissione Sanità con urgenza rispondendo ad una nostra interrogazione. Perchè le parole pronunciate sono per noi gravissime” esordisce Ostanel.

“Prima di tutto la Regione non ha nessun obbligo di adottare pedissequamente il nomenclatore tariffario nazionale, visto che ne ha già rinviato per mesi l’adozione, a tutto beneficio del privato convenzionato. Così come la Regione Veneto può adottare dei LEA ulteriori rispetto a quelli nazionali. Quindi è una sua precisa scelta quella di non garantire più ai cittadini veneti tale tipo di esame di prevenzione che fino a poco fa era garantito nel sistema pubblico. Vogliamo quindi avere chiarezza su tutta questa vicenda, perché non vorrei che sia un ulteriore passo verso la privatizzazione strisciante della sanità pubblica, che le destre progettano e realizzano da tempo, costringendo le persone bisognose a rivolgersi a soggetti privati” prosegue Ostanel.

“Inoltre, la Regione Veneto, scaricando la responsabilità sul Ministero della Salute, tra l’altro retto da un membro della stessa maggioranza regionale, attribuisce questa scelta al fatto che la “comunità scientifica internazionale”, sarebbe concorde sul fatto che la “mappatura dei nei” sarebbe inefficace nella riduzione dei melanomi e della mortalità correlata. Ma noi vogliamo vederci fino in fondo e sapere quali sarebbero le motivazioni scientifiche che stanno alla base di questa scelta” è quanto dichiara Elena Ostanel, Consigliera regionale del movimento civico Il Veneto che Vogliamo, a margine del deposito dell’atto.

“Nonostante il tentativo di minimizzare della Giunta, questa scelta è un precedente pericolosissimo: perché togliere visite di controllo dai livelli essenziali di assistenza significa togliere la prevenzione dal sistema pubblico. Prima sarà la mappatura dei nei, chissà poi quali altre in futuro, e così la prevenzione si fa nel privato. Se è così che il governo, nazionale e regionale, pensano di smaltire le liste di attesa, noi ci opponiamo con forza” conclude la Consigliera.

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