“Questa mattina ho visitato il carcere di Padova e durante la mia visita è emersa con forza una criticità, ribadita anche dalla Direzione Sanitaria, che non possiamo più ignorare: la carenza di personale sanitario nelle strutture penitenziarie. Perché senza incentivi adeguati, sarà sempre più difficile garantire cure e servizi fondamentali” dichiara Elena Ostanel, Consigliera regionale del movimento civico Il Veneto che Vogliamo a margine della visita.
“Per questo ho proposto che tutte le carceri del Veneto vengano riconosciute come “aree disagiate” e fino ad ora siamo riusciti ad arrivare a questo risultato solo su alcune province come Rovigo e Venezia. Il riconoscimento di questo status per tutte le carceri del Veneto permetterebbe di prevedere maggiori incentivi economici e professionali per il personale sanitario, attirando figure indispensabili per la salute dei detenuti e il buon funzionamento del sistema” continua Ostanel.
Oltre alla visita, si è tenuto un incontro con la Direttrice, la Direzione Sanitaria, la Direzione della Polizia penitenziaria, il Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale Antonio Bincoletto e la Redattrice di “Ristretti Orizzonti” Ornella Favero. Inoltre la Consigliera ha visitato, insieme al Garante, la biblioteca, gli spazi di inserimento lavorativo, gli spazi universitari e la redazione di Ristretti Orizzonti.
“La situazione è urgente: solo a Padova ci sono 611 detenuti, su 438 regolamentari, di cui 160 persone con problemi di dipendenza certificati, un numero che richiede interventi specifici sia in termini di supporto psicologico che di servizi per le dipendenze. E non parliamo solo di detenuti: anche la polizia penitenziaria deve essere messa al centro, con adeguato sostegno psicologico e strumenti per affrontare un lavoro complesso e logorante” prosegue la Consigliera.
“La metà delle persone recluse a Padova soffre di patologie croniche più dell’80% necessita di psicofarmaci ed è per questo che serve un supporto sanitario costante. Ho rilevato, come era già accaduto in altre strutture, l’emergenza rispetto alle cure dentarie, perché si fatica a trovare personale che lavori nelle strutture carcerarie” continua Ostanel.
“Allo stesso tempo, Padova dimostra che il carcere può essere anche un luogo di reinserimento e di opportunità: grazie al lavoro del terzo settore e delle cooperative sociali, sono attivi progetti culturali, formativi e di inclusione che vanno dalla scuola all’università, fino alle iniziative promosse da “Ristretti Orizzonti” – come la rivista scritta e ideata dai detenuti, o laboratori culturali, dibattiti e formazioni – che oggi ho potuto conoscere da vicino” aggiunge la Consigliera.
“Noi continueremo a batterci in Consiglio Regionale perché il Veneto diventi un modello di giustizia che non lascia indietro nessuno: più personale, più servizi, più dignità per chi lavora e vive nelle carceri” conclude Ostanel.


