“Ieri a San Giorgo in Bosco erano più di 200 i cittadini riuniti per dire no al nuovo stabilimento AquaVera: perché ancora una volta, la logica del profitto sacrifica il territorio e i diritti collettivi. Il progetto del nuovo stabilimento significherebbe altri 43.000 metri quadri di suolo agricolo persi e un modello produttivo che continua a trattare l’acqua come merce e non come bene comune. Dietro la promessa di nuovi posti di lavoro e una presunta “attenzione ambientale”, si nasconde la svendita della risorsa idrica a soggetti privati, a fronte delle solite compensazioni economiche del tutto insufficienti rispetto ai danni permanenti sul paesaggio e sull’equilibrio idrico” è quanto dichiara Elena Ostanel, Consigliera regionale del Movimento civico Il Veneto che Vogliamo, sul nuovo stabilimento previsto in provincia di Padova.
“È inaccettabile che si continuino a favorire operazioni che vanno contro gli impegni per la tutela del suolo senza alcuna partecipazione dei cittadini residenti, che si stanno appunto mobilitando, come ieri sera. È esattamente quello che è accaduto per Ali a Padova, e che ci ha visto con Coalizione Civica per Padova gli unici ad essere coerenti con un voto contrario in aula quando un provvedimento simile è arrivato in Consiglio Comunale” precisa Ostanel.
“È per questo che da sempre chiedo una revisione della norma urbanistica regionale che oggi permette di realizzare ampliamenti utilizzando la procedura SUAP senza fare consumo di suolo, procedura che non rende giustizia a progetti così impattanti e dove i Comuni, contrariamente a quanto si pensi, svendono terreni per niente in cambio, anche pensando agli oneri di urbanizzazione” conclude Ostanel.


