“Altro che centralità dei giovani oggi la maggioranza dimostra una volta per tutte che dei giovani a loro non interessa. In questi cinque anni ho fatto di tutto per portare in aula una legge sulle politiche giovanili. Ma oggi è sempre più chiaro che Zaia e la sua maggioranza non hanno alcun interesse a costruire politiche strutturali per le nuove generazioni. E ne è conferma questa legge, che ancora una volta come accaduto negli ultimi anni ci permette di parlare dei giovani solo quando si parla delle Olimpiadi. Ma ormai sappiamo che in Veneto lo spazio per i giovani è sempre meno, e non saranno certo le Olimpiadi a farli rimanere” è quanto dichiara la consigliera regionale Elena Ostanel (Movimento civico Il Veneto che vogliamo) che ha votato contro la proposta di legge sulla partecipazione della Regione Veneto al Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici Giovanili Invernali del 2028.
La Consigliera Ostanel, infatti, ha presentato il 29 febbraio 2024 il Progetto di Legge 247 “Interventi a sostegno dei giovani e delle future generazioni”, che è attualmente fermo in Commissione sanità e sociale, dopo l’approvazione del Consiglio delle Autonomie Locali. Nella stessa Commissione sono fermi anche i Progetti di Legge presentati dalla Consigliera Brescacin e dal Presidente Zaia, sullo stesso tema.
“Nel bilancio 2025, tutto il capitolo “Politiche giovanili, sport e tempo libero” vale lo 0,13% della spesa regionale. E quasi tutto va allo sport agonistico. Intanto nel 2023 3.759 giovani veneti sono emigrati all’estero, il 18% degli under 35 è sottoinquadrato e l’età media degli occupati è salita a 46 anni. Di fronte a questi numeri, la Regione cosa fa? Sventola il logo delle Olimpiadi giovanili e si dimentica della realtà, con un provvedimento blindato, privo di criteri ambientali e sociali, e che affida tutto alla discrezionalità della Giunta. Zero spazio al Consiglio, zero trasparenza, zero coinvolgimento dei territori” prosegue Ostanel.
“Mettere i giovani al centro non significa ospitare un grande evento ogni quattro anni. Significa creare le condizioni perché possano restare, lavorare, realizzarsi qui. Oggi, con questa legge, la maggioranza ha scelto ancora una volta la propaganda. Ma i giovani non si trattengono con gli spot, si trattengono con le prospettive. E questo Veneto, purtroppo, continua a non offrirne” conclude la Consigliera.


