“Oggi in Consiglio abbiamo discusso il rendiconto della Regione Veneto, che arriva a pochi giorni di distanza dal giudizio di parifica della Corte dei conti. Ancora una volta il Consiglio ha discusso un documento economico e programmatico fondamentale senza il Presidente Zaia in aula. La Corte ci ha ricordato ancora una volta che il 60% dei 52 milioni destinati allo smaltimento delle liste d’attesa sia finito alle cliniche private accreditate, lasciando il servizio pubblico sempre più in affanno: ma questo sembra non essere un problema per la Giunta, che esalta i conti pubblici della Regione” è quanto dichiara Elena Ostanel, Consigliera regionale del movimento civico Il Veneto che Vogliamo, a margine dei lavori d’Aula.
“La Corte dei conti ha fotografato una sanità veneta in affanno: 62 Case di Comunità parzialmente attive su 99 (senza servizi 24 ore su 24, tra l’altro) e zero Ospedali di comunità operativi sui 30 previsti. Perfino le mille nuove assunzioni autorizzate non bastano a garantire i servizi minimi. Senza investimenti strutturali rischiamo di lasciare cattedrali nel deserto e perdere i fondi PNRR. Il Consiglio regionale non può essere esautorato: pretendiamo voce in capitolo nell’utilizzo dei fondi destinati alle ULSS da Azienda Zero e un piano straordinario di assunzioni per rendere operative tutte le nuove strutture entro il 2026. Se la Giunta non istituirà come ho richiesto un osservatorio civico sullo stato dei progetti PNRR, useremo noi i nostri poteri ispettivi andando a verificare cosa succede nei territori” prosegue la Consigliera.
“Oggi in Consiglio abbiamo assistito a una maggioranza passacarte che è intervenuta solo per difendere i conti “in regola” della Regione. Peccato che nel Veneto reale i cittadini passano mesi in lista d’attesa e poi decidono di non curarsi o pagare di tasca propria nel privato. Serve un cambio di rotta adesso per garantire liste d’attesa sostenibili e una copertura territoriale equa in tutto le province venete. Il diritto alla salute non può dipendere dal reddito o dal codice di avviamento postale” conclude Ostanel.


