“La narrazione della Giunta si scontra con i dati impietosi della Corte dei conti: altro che modello Veneto, la sanità pubblica è in affanno e la responsabilità è tutta politica. Nel 2024 la Regione ha destinato 41,6 milioni di euro per il recupero delle prestazioni arretrate: più della metà di questi soldi (56%) sono andati a comprare prestazioni da cliniche private accreditate: una scorciatoia costosa, che comporta spesso prestazioni di qualità inferiore al pubblico e che non risolve i problemi strutturali e lascia indietro il servizio pubblico” è quanto dichiara la Consigliera regionale Elena Ostanel, del movimento civico Il Veneto che Vogliamo, commentando l’udienza di parificazione della Corte dei conti, tenutasi stamane.
“Il quadro che emerge è allarmante: non solo la Regione ha stanziato quasi 29 milioni ai privati ma, mentre il personale pubblico è già sotto pressione, si continua a chiedere ore extra a chi lavora nei reparti, invece di assumere in modo stabile. Per quanto riguarda le liste d’attesa la Regione in questi anni ha sempre portato avanti misure emergenziali, mentre quello che servirebbe oggi sono misure strutturali, che garantiscano stabilità nel tempo” prosegue la Consigliera.
“Una strategia miope che si riflette anche nella difficoltà ad avviare le Case della Comunità, cuore del nuovo modello territoriale finanziato dal PNRR. Su 95 strutture previste, solo 62 sono oggi parzialmente attive: spesso mancano diagnostica di base, servizi h24 e personale dedicato. Le altre sono ancora sulla carta o in cantiere. Senza medici di comunità, infermieri di famiglia e fisioterapisti quelle strutture sono solo scatole vuote. La Regione si affida alla narrazione, ma i cittadini si scontrano ogni giorno con una sanità che non riesce a rispondere ai bisogni più urgenti. Servono investimenti strutturali, non operazioni di facciata” conclude Ostanel.


