“Con la bocciatura della nostra risoluzione, oggi il Consiglio regionale del Veneto ha perso un’occasione importante per lanciare un segnale chiaro e coraggioso: che la nostra Regione rifiuta di essere complice delle gravissime violazioni dei diritti umani in corso a Gaza. Un atto che altre Regioni e tanti Comuni italiani hanno già compiuto, sospendendo rapporti istituzionali, economici e culturali con Israele fino a quando non ci sarà un reale percorso di pace e giustizia per il popolo palestinese” è quanto dichiara Elena Ostanel, consigliera regionale del movimento civico Il Veneto che Vogliamo, dopo il voto contrario della maggioranza in Consiglio alla proposta di interruzione dei rapporti della Regione Veneto con lo Stato di Israele.
“La discussione in Aula ha toccato momenti gravissimi. Con sconcerto ho ascoltato il collega Pan dire che “bene che gli israeliani facciano quello che devono fare”, quasi incentivando il Governo Netanyahu a proseguire con il genocidio della popolazione palestinese. Invece di condannare le violenze e chiedere un cessate il fuoco, si è preferito difendere lo status quo e voltarsi dall’altra parte di fronte a un massacro che anche le stesse Nazioni Unite non esitano più a definire come crimine contro l’umanità. Oggi il Consiglio ha scelto di non assumersi la responsabilità di una presa di posizione che avrebbe avuto un significato politico forte: dire che il Veneto non intende mantenere relazioni con un governo che ogni giorno rade al suolo Gaza, uccidendo migliaia di bambini, donne e uomini innocenti, devastando infrastrutture civili, scuole, ospedali” prosegue Ostanel.
“La stessa maggioranza che oggi ritiene inutile riconoscere la Palestina e che dice parole gravissime nel 2024 votava una mia risoluzione che chiedeva il riconoscimento di “due popoli e due stati”. Oggi un grave passo indietro, un enorme mancanza di rispetto e umanità per chi oggi muore per la sola colpa di essere palestinese. E quindi mi chiedo anche qual è l’opinione del Presidente Zaia, davanti a una maggioranza che fa un passo indietro neanche un anno dopo e che usa parole gravissime davanti a un genocidio inaccettabile. La nostra battaglia non si ferma qui. Continueremo a portare avanti la voce di chi chiede pace, giustizia e dignità per il popolo palestinese. E continueremo a denunciare ogni parola e ogni gesto che contribuisce a giustificare l’ingiustificabile” conclude la Consigliera.


