“Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto risposta dalla Giunta a una interrogazione depositata lo scorso marzo in Consiglio regionale per chiedere chiarimenti urgenti sul mancato rinnovo dei contratti di diverse figure professionali che prestavano servizio nei Centri di Salute Mentale dell’Ulss 6 Euganea. La Giunta però ha preferito glissare le domande e fornire una risposta generica che non chiarisce se e quando intenda procedere al rinnovo dei contratti scaduti né se gli obiettivi fissati dalla Delibera regionale n. 371/2022 – che prevedeva una dotazione minima di personale per ogni Centro di Salute Mentale – siano stati effettivamente raggiunti” dichiara Elena Ostanel, Consigliera regionale del movimento civico Il Veneto che Vogliamo.
“Un’interrogazione nata dalle segnalazioni della Funziona Pubblica FP CGIL, che puntava a far luce su un fatto molto grave: la scadenza, al 31 dicembre 2024, di ben 12 contratti di dirigenti psicologi e di un terapista della riabilitazione psichiatrica, a cui si aggiunge il mancato rinnovo dei contratti libero-professionali a psicologi che da mesi lavoravano nei servizi di salute mentale e il blocco delle assunzioni stabili e delle mobilità interne. Con le precedenti assunzioni, nei Centri di Salute Mentale dell’Ulss 6 erano stati attivati percorsi terapeutici fondamentali, in particolare dedicati ai giovani con disturbo di personalità borderline, con un conseguente aumento dei ricoveri e re-ricoveri, e di sostegno alle loro famiglie. Oggi però questi preziosi interventi sono sospesi, con gravi ricadute sulla qualità delle cure: con i pazienti meno gravi che non possono essere presi in carico e, per gli altri, la risposta non può che limitarsi a quella farmacologica o d’urgenza. Con conseguente aumento dei ricoveri e re-ricoveri e quindi anche dei costi complessivi per il sistema pubblico. A tutto questo aggiungiamo il fatto che le Case della Comunità di fatto non sono ancora state attivate e non si sa se avranno personale a sufficienza. Mentre anche nelle strutture residenziali pubbliche sembrerebbe che non vengano rispettati gli standard minimi di personale previsti dalla normativa” prosegue Ostanel.
“Ricordo che la stessa DGR 371/2022 indicava come prioritario ‘rafforzare le azioni già in essere’ e ‘superare le frammentazioni organizzative’, mettendo al centro il benessere delle persone. Ma a distanza di tre anni, quegli obiettivi sono ancora lontani. Nei prossimi giorni conclude Ostanel dovrebbe essere prevista la valutazione per sei posizioni da specialista SAI, con contratti di appena 18 ore settimanali: troppo poco per rispondere al bisogno crescente. Continueremo a chiedere conto alla Giunta regionale, perché la salute mentale non può più continuare ad essere lasciata in fondo all’agenda della Regione. Servono risposte concrete, risorse adeguate e assunzioni stabili che assicurino continuità di cura nel tempo, non soluzioni tampone e precarie.” conclude la Consigliera.


